Tristizia

Forse non sono il solo
a notare, qui in casa mia,
maglie estive in inverno
o invernali d’estate
ripiegate e impilate sulle sedie,
le poche cose da portare via
e quelle da buttare, o da lasciare
alla sciatteria di altri inquilini.

Si sarà accorto, qualche amico,
l’amica che innaffia gli sterpi sul mio balcone,
la donna delle pulizie,
di quest’aria di smobilitazione
– malgrado il riordino, i restauri,
i quadri sempre più folti alle pareti,
le suppellettili allineate con troppa cura
sulla mensola storta.
Sa più di quanto io sappia, lei, ma tace.
È sempre troppo presto per gli addii.

Allergie

Allergie, allergèni malefici,
forze nemiche e aliene
e voi anticorpi, sedizione
di me contro me stesso,
voi, amici, che mi avvelenate
le fragole e la cioccolata,
di quali terrori o colpe siete figli?

Oh sì, l’anima pure
ha i suoi anticorpi anarchici
che la proteggono e sedano
e la fanno soffrire.
Ciò che un tempo le era nutrimento
ora è la sua malattia.

Per anestetizzarsi oggi si scrive,
ma di questo anestetico si muore.
Scrivere versi col cuore fa male,
mi rende tachicardico, cattivo,
specie di sera. Non mi fa dormire.