Percorsi orbitali

Guardavo una luna smorta l’altra sera
e pensavo ad alcune mie amate
che mi hanno perseguitato, a come per anni
non riuscivo a scacciare le loro ombre.

A lungo mi hanno stalkerato
con le loro parole d’amore:
la damnatio memorie (“tu non esisti”)
seguiva allo “sparisci dalla mia vita”
(intimazione dura da accettare
per l’uomo gravemente innamorato).

Io non ricordo più
di quali colpe allora fossi reo
per non dover addirittura esistere.
Ma non sempre gli amori
spariscono nel vuoto cosmico,
capita che a volte riappaiano
come un satellite al suo perigeo.

Le donne sono strane, ognuna segue
una sua orbita, quando si allontana.
L’amore può mai estinguersi del tutto?
L’ellisse è più o meno ampia
e io sono longevo, sperabilmente:

Chi come la luna – la mia luna
salterina e incostante –
chi come una cometa, fra cent’anni,
o come il lontano e gelido Nettuno,
è sicuro che tutte prima o poi
(spero non tutte insieme) torneranno.