Li ricordo appena alcuni “campi”
dove siamo stati, dove – diresti –
siamo stati felici.
Ma erano i tuoi luoghi, i tuoi sestieri.

M’incantarono, certo, li amai.
Ma dopo tanti anni
forse neppure li riconoscerei
se non li rivedessi nei tuoi occhi.

Del resto non si aveva tanto tempo
per stare un poco insieme, e perlopiù
si andava a casa mia, per meglio dire
nel bivani dove dormivo.

Al mio paese, nei miei quartieri
tu non potevi certo venire.

E proprio perché ancora non hai visto
insieme a me Sufiana e Bubbunìa,
la nostra storia non può dirsi nostra,
la tua non è la mia,
non è davvero iniziata, non può finire.