Un tempo potevo raccontare
qualsiasi cosa accadesse.
Poi non so cosa accadde:
la fine – ad uno ad uno –
dei mondi conosciuti,
di quelli immaginati.

Di ciò che era stato raccontato
ogni significato scolorì.
¿La causa fu un nuovo dolore,
un’estrema disillusione,
o la senilità
e la moria di neuroni,
a disseccare le parole
e a dissociarle come scorza inutile
per sempre dalle cose?

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