Distici alla madre ubiqua

Lascio di nuovo la mia casa, vado,
Quali che siano i venti e la strada.

Fuggo dal luogo dove mi rifugio,
Mi rifugio nel luogo da cui fuggo.

Se parto sei sull’uscio a salutarmi,
Arrivo e sei sull’uscio ad aspettarmi.

Hai insediato i miei Lari pendolari
In ogni mia esotica dimora.

Invano vado via: tu mi precedi
In ogni luogo dove non risiedi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *