dedica (scritta alla fine)


E’ la stagione, ahimè, della raccolta,
malinconica impresa e settembrina
a compimento d’una dura annata.

I versi cominciavano difatti
a cadere e appassire, prosciugati
del loro miele alcuni, altri già guasti.
Ripongo il calamo, chiudo il taccuino.
Li cestino. O ne faccio dono ingrato
con dedica a chi già li ho dedicati:

Possa persino tu gustare il vino
per cui li pesto, tu che li hai fatti
tanto più dolci quanto più bacati.

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