La resa che succede all’impazienza.
Mi s’era fatta torpida l’attesa
che fu insonne ed ora sbadiglia
conclusa. Ho sonno adesso.
E posso dormire.

E’ come sapessi infine
che non c’è più scadenza, che abbiamo tempo,
più tempo, o sia irrisoria la distanza
d’oltre l’invalicabile confine.

E’ come tu fossi qui
o non fossi mai stata
fuorché in un sogno agitato.

Dormi, faremo l’amore domattina.
O tra un anno, o mai più. Spengo la luce
e subito cado nel sonno.
Ogni furore dorme. Ti accarezzo
come mi fossi accanto, con me quietata
dopo la fatica del ritorno.

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