Che gioia, che spavento,
se accadesse improvviso nella vita
un aprirsi del cielo come in questa
giornata che iniziò fosca, malinconica.

In fondo all’autostrada alte forre
di nubi lacerate, cupe ancora
e dai bordi candenti. Come se
questo tardivo trionfo dell’azzurro
seguisse a un cataclisma
che accadde silente, inavvertito,
mentre il cuore si rasserenava
nella sua cupezza e dell’autunno.

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